Donare salva la vita

Abbiamo bisogno di te

Nel nostro territorio grazie alla generosità dei donatori volontari dell’AVIS molte vite sono state salvate. Nonostante i progressi della medicina e al miglioramento continuo delle condizioni assistenziali, c’è sempre più bisogno di sangue.

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I nostri donatori

Leggi le loro testimonianze

Età minima 18 anni

Età massima 70 anni

Peso minimo 50 kg

Stato di salute

Chi può donare e perché diventare donatore

La donazione del sangue è

Volontaria, Gratuita e Anonima

Volontario

Donare è una scelta volontaria, nessuno può essere costretto a donare il proprio sangue. 

Anonimo

Donare è anonimo per evitare che si instauri un vincolo tra il ricevente ed il suo benefattore.  Il donatore entra a far parte di un vero e proprio programma di sanità pubblica che prevede il monitoraggio e controllo costante del suo stato di salute e la programmazione della donazione del sangue, al fine di garantire ai pazienti una terapia trasfusionale sicura.

Gratuito

Un bene così prezioso non si può commercializzare. Donare è gratuito perché la necessità di denaro potrebbe attirare venditori di sangue o speculatori di vario genere a danno dei riceventi.

Periodico

Donare non deve arrecare alcun danno ma solo benefici al ricevente; infatti è possibile farlo solo quando si è nelle giuste condizioni ovvero quando si è in buona salute e non si hanno comportamenti a rischio.

Domande e risposte

Il mattino del prelievo non è necessario essere a digiuno anzi è meglio fare una colazione leggera a base di frutta fresca o spremute, thè o caffè poco zuccherati, pane non condito o altri carboidrati. È importante non assumere latte o derivati del latte. Le donne che hanno in corso una terapia anticoncezionale non devono sospenderne l’assunzione quotidiana.

Il donatore in ogni momento può chiedere ulteriori chiarimenti: il personale dell’AVIS in Sede e/o quello presente ogni mattina al Centro Trasfusionale ed il personale del servizio trasfusionale forniranno al donatore tutte le informazioni relative all’attività di donazione. Il donatore, dopo aver preso tutte le informazioni che ritiene necessarie, è libero di ritirarsi o di rinviare la donazione in qualsiasi momento e può decidere se giustificare o no la sua scelta. In caso di donazione iniziata o incompletata, l’unità sarà eliminata. È preferibile, comunque, chiarire con il medico il motivo della propria decisione.

Esiste il rischio che il donatore doni in un momento in cui la presenza di un agente infettivo non sia rilevabile ne’ clinicamente ne’ laboratoristicamente (periodo di incubazione, periodo di finestra diagnostica). Questo vale per le epatiti virali e per l’infezione da HIV, ma anche per altre malattie (morbillo, varicella, mononucleosi) che possono diventare pericolose se trasmesse a soggetti immunodepressi, quali malati ematologici e oncologici. Pertanto è importante che il donatore comunichi tempestivamente all’AVIS, o al centro trasfusionale, eventuali malattie insorte nei giorni successivi alla donazione per consentire al personale del Servizio Trasfusionale di prendere i provvedimenti del caso: eliminazione dell’unità donata se ancora disponibile, controllo e monitoraggio del donatore e del ricevente.

Un nostro slogan recita “donare sangue: una scelta per gli altri, una scelta per se stessi”. A livello individuale si ha la gratificazione morale di concorrere alla soluzione di un grave problema e l’orgoglio di appartenere ad una componente attiva del volontariato socio-sanitario, decisiva per la costruzione del sistema trasfusionale. Inoltre, donare regolarmente sangue garantisce al donatore un controllo costante del proprio stato di salute attraverso visite mediche ed accurati esami di laboratorio, eseguiti ad ogni prelievo.

La trasfusione di sangue è un mezzo terapeutico indispensabile, ma non a rischio zero. Attraverso il sangue possono essere infatti trasferiti, dal donatore al ricevente, agenti biologici come i virus delle epatiti virali di tipo B e C, e il virus HIV responsabile dell’AIDS. Per la trasfusione di sangue intero o di emocomponenti, la qualità e la sicurezza dei prodotti dipendono essenzialmente dall’accurata selezione dei donatori, dal loro controllo, dall’esecuzione dei test più sensibili per individuare le patologie trasmissibili, dal buon uso del sangue e dagli standard di sicurezza di cui il servizio trasfusionale è dotato. Per la trasfusione di emoderivati sono molto importanti altri fattori (la provenienza del plasma e i procedimenti impiegati dall’industria sia per la produzione di emoderivati che per l’inattivazione virale degli stessi (high driver, solventi, detergenti). L’uso di sangue a pagamento, oltre che per problemi etici, deve essere rifiutato perché aumenta il rischio trasfusionale; in Italia è perseguibile per legge in base all’art. 17 L. 107/90. Il rischio è più basso laddove il prelievo venga effettuato su popolazioni controllate, in centri igienicamente sicuri e con tecnologie adeguate (Direttive del Consiglio d’Europa).

Grazie all’accurata selezione per un adulto sano la donazione di sangue non comporta alcun rischio. Esistono precise disposizioni che regolano la raccolta del sangue:

  • La quantità del sangue che viene prelevata mediamente ad ogni prelievo è minima ed è stabilita per legge in 450 centimetri cubi +/- 10%.
  • Tra una donazione di sangue intero e l’altra devono trascorrere almeno 90 giorni.
  • La frequenza annua delle donazioni di sangue intero non deve essere superiore a 4 nell’uomo e a 2 nelle donne in età fertile.
  • I controlli e le visite periodiche effettuate a ciascun donatore prima di ogni donazione sono uno strumento di medicina preventiva, a tutela dello stato di salute generale del donatore.

La donazione di sangue per le donne non ha alcuna controindicazione. Tuttavia in virtù delle perdite legate al ciclo mensile le donne in età fertile possono effettuare solo un massimo di due donazioni di sangue intero l’anno. Il monitoraggio costante della emoglobina, effettuata prima di ogni donazione, e del ferro, tutelano la salute delle donatrici. Le donne risultano essere particolarmente “adatte” alla donazione di plasma in aferesi che non incide assolutamente sui globuli rossi ed il ferro.

Oggi è possibile effettuare diversi tipi di donazione: oltre a quelle tradizionale di sangue intero, si possono effettuare donazioni mirate (dette aferesi) cioè solo di alcuni componenti del sangue e, tra questi, il plasma. Nell’aferesi (termine greco che significa l’atto del “portar via”), attraverso l’uso di separatori cellulari, si ottiene dal sangue del donatore soltanto la componente ematica di cui si ha necessità (plasma, piastrine,…), restituendogli contemporaneamente i restanti elementi. Ciascun separatore cellulare centrifuga o filtra il sangue che defluisce da un braccio del donatore trattenendo il componente ematico necessario e restituendogli il rimanente. Si parla di plasmaferesi se si preleva solo plasma, di piastrinoaferesi se si prelevano solo piastrine, di plasmapiastrinoaferesi se si prelevano plasma e piastrine, ecc. Una volta raccolto, il plasma viene conservato diversamente dal sangue intero e dai concentrati di globuli rossi, essendo congelato (se a temperatura inferiore a – 30° C) può essere utilizzato per un periodo massimo di 12 mesi. Il sangue è composto per il 45% circa di cellule, la parte corpuscolata, e per il 55% circa di plasma, la parte liquida. Le funzioni del plasma sono numerose: mantiene costante il volume di sangue circolante, porta ai tessuti e alle cellule sostanze prevalentemente di tipo nutritivo e di regolazione (ormoni, vitamine), raccoglie tutte le sostanze di rifiuto derivanti dal metabolismo delle cellule e le elimina attraverso i reni e il sudore, interviene nei processi di difesa immunologica e nella coagulazione. La donazione in aferesi è totalmente sicura: avviene con kit sterili e monouso come la donazione tradizionale, ma può essere effettuata solo presso i centri trasfusionali: quindi, se vuoi diventare donatore di sangue in aferesi, contatta l’AVIS Comunale di Livorno.

L’autotrasfusione è una procedura trasfusionale che consiste nel trasfondere al soggetto unità del suo stesso sangue e si realizza con una delle seguenti modalità:

  • predeposito
  • recupero perioperatorio
  • emodiluizione normovolemica

Il metodo più utilizzato è il predeposito, una tecnica trasfusionale con la quale si preleva il sangue dal donatore che sarà anche ricevente, per compensare le perdite di sangue che si possono verificare nel corso di interventi chirurgici programmati. Alcuni giorni prima dell’intervento vengono prelevate unità di sangue dal paziente, in fasi successive, fino a raggiungere la quantità prevedibilmente necessaria, in modo da consentirne l’eventuale utilizzo durante l’intervento operatorio o nel post-intervento.
I principali vantaggi dell’autotrasfusione sono:

  • eliminazione delle reazioni di incompatibilità
  • eliminazione del rischio di trasmissione di malattie infettive
  • riduzione del rischio di immunizzazione da antigeni diversi, con possibili manifestazioni a distanza
  • risparmio di sangue

Per la loro funzione vitale il sangue e i suoi componenti trovano un ampio impiego terapeutico, vengono infatti utilizzati per la cura di numerose patologie e in alcuni casi di emergenza rappresentano un rimedio indispensabile per la salvezza della vita del paziente.
I componenti del sangue sono:

  • globuli rossi
  • globuli bianchi
  • piastrine
  • plasma (liquido costituito da acqua per il 90%, da proteine per il 6-8% e da elettroliti per il 2-4%)

Ogni componente ha un suo utilizzo specifico:


I globuli rossi
Grazie a una proteina in essi contenuta – l’emoglobina – i globuli rossi svolgono un’importante funzione vitale: trasportare l’ossigeno dai polmoni ai tessuti. Vengono trasfusi in caso di grave anemia conseguente a:

  • leucemie
  • tumori solidi
  • emorragie acute
  • interventi chirurgici
  • difetti congeniti come la talassemia

Le piastrine
Intervengono per prime nel processo di emostasi: depositandosi sul vaso leso, formano un aggregato che arresta la fuoriuscita di sangue. Vengono trasfuse in caso di riduzione numerica conseguente a:

  • leucemie
  • tumori solidi

Il plasma e i suoi derivati
Il plasma, congelato subito dopo il prelievo e scongelato al momento della trasfusione, viene utilizzato in casi rari, ma di estrema gravità clinica come deficit di fattori della coagulazione. I farmaci plasmaderivati (albumina, immunoglobuline generiche e specifiche, fattori della coagulazione) sono, invece, il risultato della lavorazione industriale del plasma e costituiscono, in alcuni casi, dei farmaci salvavita. Le principali indicazioni sono:

  • emofilia
  • malattie del fegato
  • deficit immunologici
  • profilassi delle infezioni (come tetano ed epatite B)

Anche se per qualche motivo non ti è possibile donare il sangue, puoi fare molto per aiutarci: piccoli gesti di poco, ma prezioso, impegno, oppure un volontariato più intenso. Ad esempio, se non puoi donare in prima persona, prenditi l’impegno di farlo fare a qualcun’altro al tuo posto: un amico, un parente, il partner, un figlio, un collega, ti ascolterà sicuramente. A questo punto il gioco è fatto: fagli compilare la domanda di adesione all’AVIS e accompagnalo al centro trasfusionale. Vedrai, dopo aver donato, ti ringrazierà! E quindi… via con un altro amico! Perché i donatori sono come le ciliegie: uno tira l’altro!

Se, invece, hai del tempo da dedicare all’AVIS, fatti avanti: ti aspettiamo a braccia aperte! Infatti l’AVIS (lo dice il nome stesso) è un’associazione di volontari, persone che si impegnano quotidianamente per raggiungere lo scopo di aumentare le donazioni di sangue. Per fare questo i nostri volontari si impegnano in diverse mansioni. Ce n’è per tutti i gusti: il volontario in AVIS è il cuore ed il motore dell’associazione, per questo è anche continuamente aggiornato, un “volontario-professionista”.

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